22 GW di fotovoltaico entro il 2020, ecco gli obiettivi inglesi
Accelerata ai processi di revisione degli incentivi ai piccoli impianti a fonti rinnovabili da parte del Governo britannico. Dopo la frenata da parte dei tribunali inglesi per irregolarità nelle procedure, il Regno Unito riparte proprio dal fotovoltaico.
Come? Con la riduzione del 50% (da 43,3 pence al KWh a 21 p/kWh) per gli impianti residenziali inferiori o uguali a 4 kW, tagli anche per le installazioni tra 4 kW e 250 kW a partire dal 1 aprile, mentre per gli impianti “incentivabili” a partire dal 3 marzo.
Altra novità è che dal 1 aprile, chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione dovrà produrre un certificato di performance energetica (Energy Performance Certificate), con una classe energetica “D” o superiore per ottenere la tariffa piena, non più “C” come prima.
Inoltre, le nuove tariffe per le multi installazioni (oltre 25 impianti) saranno ridotte all’80% dell’incentivo standard.
Tali misure fanno comunque parte di un obiettivo di più ampio respiro,
Ma la riduzione degli incentivi al fotovoltaico si inserisce in un processo di revisione di più ampio respiro che riguarda non solo l’elettricità solare ma anche le altre fonti rinnovabili, Partiranno, a breve, due consultazioni pubbliche: la prima (fino al 3 aprile) su un meccanismo di controllo dei costi legati al fotovoltaico che prevede ulteriori riduzioni delle tariffe incentivanti su base semestrale (a partire da luglio); la seconda sulle altre tecnologie di generazione pulita (mini eolico, biogas, piccolo idroelettrico) che prevede in particolare un incremento degli incentivi per la microcogenerazione.
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