Solar City: anche l’Austria ha il suo quartiere virtuoso

dicembre 1, 2010 · Archiviato in Fotovoltaico 

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Se riuscissimo a utilizzare la potenza dell’energia solare in maniera intelligente potremmo davvero costruire quartieri capaci di provvedere autonomamente alle proprie necessità senza dipendere da fonti di energia obsolete e dannose per l’ambiente. È vero, servono investimenti. Ma serve anche fiducia e pazienza. A quanto pare la potenza dell’ energia solare è tale e tanta che una sola ora basta a soddisfare il fabbisogno energetico mondiale di un anno. Si potrebbe imparare a ricorrere a tutta questa energia.
A Linz, in Austria, tale Roland Rainer, urbanista, in collaborazione con il Renewable Energy in Architecture and Design group (READ group) composto, tra gli altri, da progettisti come Norman Foster, Richard Rogers, Thomas Herzog, Norbert Kaiser ha partorito un’idea geniale: la Solar City (come consulente ha partecipato al progetto anche lo studio di Renzo Piano).
Trattasi di un esperimento insediativo di costruzione sostenibile, un quartiere capace di auto-alimentarsi attingendo esclusivamente dall’energia solare. Non è il primo esempio: vedi a Londra il BedZed e a Friburgo l’Am Schlierberg.
La Solar City non dipende dalla rete energetica esterna, tutt’altro, provvede indipendentemente alla produzione dell’energia di cui ha bisogno, e co-genera energia attraverso impianti solari che consentono al quartiere di divenire autonomo e restituire una parte del residuo energetico alla rete urbana. Il quartiere, nato per la richiesta pressante di residenze che il centro della città non era più in grado di accogliere, ospita attualmente circa 4000 abitanti, ma la capacità di accoglienza è nettamente superiore: 25 mila abitanti.
Nella Solar City non ci sono parcheggi, né auto, trovano ampio spazio invece viali pedonali, piste ciclabili e trasporto totalmente pubblico. Edifici e balconi delle costruzioni sfruttano l’orientamento del terreno in modo tale da garantire una buona esposizione solare e un buon ricavo di energia.
La Solar City (come i già citati Am Schilierberg di Friburgo e BedZed Londra) si distingue anche (o forse, soprattutto) per l’atteggiamento assunto dalla popolazione, un ruolo attivo, responsabile, ecologico.
Per il momento casi di quartieri come la Solar City si contano sulle dita, ma con una sana diffusione di idee virtuose, possiamo sperare di veder crescere tali esempi, uno italiano non sarebbe male, tanto per iniziare.

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