Scopriamo le potenzialità del PETE
Si chiama PETE, sigla che indica il Photo Enhanced Thermionic Emission, ovvero “fotointensificatore a emissione termoionica” ed è l’ultima novità nel settore fotovoltaico che arriva dalla California.
Lo stato americano negli ultimi anni ha investito moltissimo in ricerca nel settore delle rinnovabili, e ora raccoglie un nuovo succoso frutto. Si tratta di un dispositivo, messo a punto da un gruppo di ingegneri della Stanford University, che promette di rivoluzionare l’idea stessa di cella fotovoltaica.
Il PETE è infatti pensato per funzionare in modo molto diverso dagli attuali standard. La differenza principale sta nel fatto che, al contrario dei sistemi attuali, la cui efficienza è inversamente proporzionale alla temperatura sviluppata, quella del PETE è direttamente proporzionale alla temperatura stessa.
Le comuni celle fotovoltaiche in silicio, raggiungono il loro “picco di efficienza” intorno ai 100 gradi, mentre le celle PETE possono continuare a lavorare in modo ottimale fino ai 200 gradi centigradi.
Il segreto di questa nuova tecnologia pare sia, in gran parte, riconducibile ai materiali impiegati, come il nitruro di gallio, un semiconduttore che consente di utilizzare, oltre che l’intero spettro solare (e non più solo una parte come per le attuali celle in silicio) anche il calore prodotto dal processo che attualmente è solo un “effetto collaterale”.
Dopo aver raggiunto il dispositivo la luce del sole genera elettricità e calore, quello in eccesso viene convertito da appositi sistemi del PETE in energia.
Questa innovazione ha quindi due grossi vantaggi rispetto alla normale tecnologia fotovoltaica: il rendimento stimato passerebbe, in base agli esperimenti, dal 20 al 30 %.
Inoltre, fattore da non sottovalutare, i materiali utilizzati avrebbero un costo più basso e una disponibilità maggiore rispetto a quelli attualmente usati.
La ricerca, descritta in un articolo apparso sulla rivista Nature Materials, potrebbe dunque scuotere dalle basi il settore del fotovoltaico, partendo dagli Stati Uniti, ma sicuramente non fermandosi a quel Paese.
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