Nuovi materiali e tecniche
La ricerca sviluppa continuamente nuove idee per un migliore utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, ora dalla Germania arrivano nuovi promettenti materiali che potrebbero rivoluzionare il mercato.
Alcuni ricercatori dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza avrebbero infatti scoperto un nuovo metodo capace di incrementare notevolmente l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici a film sottile costruiti in CIGS, ovvero in diseleniuro di indio rame gallio, uno dei nuovi materiali più promettenti per la creazione di pannelli solari di ultima generazione.
Questo elemento è una sorta di puzzle di rame, indio, gallio, selenio e zolfo e, grazie alla ricerca, a cui hanno collaborato anche IBM e l’Helmholtz Center di Berlino sarà presto possibile migliorarne la resa, risolvendo i problemi che finora affliggevano questa tecnologia.
Non era chiaro infatti il motivo della ridotta efficienza dei pannelli CIGS, che stando alle simulazioni al computer avrebbero dovuto avere una resa ben diversa da quella che poi avevano sul campo.
La recente ricerca ha evidenziato che la discrepanza era dovuta alla disomogeneità, finora ignorata, degli atomi di indio e gallio negli attuali pannelli CIGS.
Lo studio sostiene dunque che sia proprio questa disomogeneità a provocare la discordanza tra simulazioni e prestazioni reali. La scarsa omogeneità del diseleniuro spiegherebbe non solo la ridotta efficienza dei pannelli CIGS, ma anche perché le migliori prestazioni si ottengano con maggiori quantità di indio. I pannelli ricchi di questo elemento mostrano infatti una omogeneità superiore rispetto a quelli ricchi di gallio.
Oltre a fornire una risposta agli interrogativi sui pannelli CIGS, i calcoli del gruppo di ricerca suggeriscono che, sia preferibile produrre i pannelli a temperature il più elevate, in modo da generare un composto indio/gallio molto più omogeneo e che, raffreddandolo poi molto rapidamente, sia possibile preservarne l’omogeneità e quindi aumentare inalterata l’efficienza.
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