La tecnologia solare made in Italy fa passi da gigante

marzo 16, 2010 · Archiviato in Fonti rinnovabili, Fotovoltaico, Pannelli solari, Tecnologia 

ricerca-cnr_webLEPECVD (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapour Deposisition) è il tecnologico reattore realizzato dalla Dichroic Cell che mira all’abbattimento dei costi e all’incremento dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici. Il reattore, il cui funzionamento è simile ad un forno, permette di trasformare un semiconduttore in un altro, ottimizzando così le materie prime impiegate nella tecnologia fotovoltaica. I ricercatori della Dichroic Cell, in collaborazione con l’Università degli studi di Ferrara e il CNR–INFM, hanno creato un substrato virtuale depositando il germanio (elemento raro e costoso) sul silicio, elemento più semplice da reperire. In una nota di stampa viene così riportato: “In base alle previsioni formulate, attraverso questa sofisticatissima tecnologia è possibile abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio”. Il Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani, si ritiene soddisfatto per la scoperta, che definisce come “un importante traguardo ambizioso e strategico per tutto il Paese.”
La ricerca italiana nell’ambito del solare, però, non si ferma qui: i ricercatori del TASC-CNR Trieste, in collaborazione con il Biomolecular and Organic Elctronics Center of Organic Electronics dell’Università di Linkopings in Svezia, hanno messo a punto una nuova tecnologia “Light Trapping” che mira ad aumentare l’efficienza dei moduli fotovoltaici organici, portandone al massimo la resa e riducendone i costi. Un ricercatore spiega: “Il Light Trapping è costituto da un sistema di microlenti, prodotte grazie all’impiego della nano litografia che, essendo caratterizzata da un’altissima precisione, riduce a zero il rischio di disallineamento tra fuochi e lenti. Questo sistema di micro lenti è in grado di focalizzare la luce che incide attraverso delle fenditure presenti sulla superficie del pannello. In questo modo la luce resta intrappolata tra le due superfici della cella solare finche’ viene completamente assorbita, senza disperdersi”.

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