La politica penalizza il fotovoltaico
Il Rapporto Sviluppo sostenibile in edicola nel Sole 24 lunedi’ 22 marzo riporta una crescente domanda di “green business” che sembra però non avere risposta. Se il fotovoltaico in Italia è riuscito a fronteggiare la crisi che stiamo vivendo, sembra ora, a ridosso delle elezioni regionali, un periodo di stallo. Le banca non stanno più concedendo finanziamenti agli imprenditori “solari” per nuovi investimenti, e in più il varo del nuovo Conto Energia 2011 tarda ad arrivare, la Conferenza unificata Stato-Regioni è stata, infatti, già rinviata due volte. Il settore sembra correre un enorme rischio considerando anche il congelamento delle tremila assunzioni previste con il nuovo Conto Energia. Inoltre luglio, mese in cui il Gse ha previsto il raggiungimento dell’attesa soglia dei 1200 MW installati, è alle porte. L’Italia, quindi, seconda solo alla Germania nella classifica dell’energia solare prodotta in Europa rischia di retrocedere. Gli eco-imprenditori sono seriamente intenzionati a spostarsi all’estero. Assosolare porta degli esempi in una nota: “Alberto Dalla Rosa, di Amplio Solar, («il 15 marzo era la data limite del nostro piano industriale, ora consideriamo la riallocazione dei nostri investimenti su altri settori e paesi»); Luca Pantieri, di Fase Engineering («si stanno mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro»); Achille Gorlani, di Elettropiemme, («investimenti fermi»). ” Michele Appendino, uno dei principali imprenditori del fotovoltaico, in visita al Master in management dell’energia del Gruppo 24 Ore dice: «se continua così, fra ritardi e intoppi burocratici (alcuni dei quali creati ad arte per favorire alcuni operatori a scapito di altri), cointinuerò ad espandermi prevalentemente all’estero; già adesso siamo in Giordania e stiamo penetrando in India. Qui è umiliante dover lavorare a colpi di esposti, ringraziando l’efficienza dei Tribunali amministrativi regionali». Appendino mostra amarezza per le mosse e I ritardi della regione Sardegna: «avevo pianificato investimenti lì, ma credo che mi converrà ripiegare altrove. Peccato. Ero rientrato in Italia con entusiasmo, dopo tanti anni all’estero» e rifacendosi ai ritardi della regione Sardegna Appennino continua dicendo: «avevo pianificato investimenti lì, ma credo che mi converrà ripiegare altrove. Peccato. Ero rientrato in Italia con entusiasmo, dopo tanti anni all’estero».
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