Confcommercio richiede correzioni della normativa sul fotovoltaico

marzo 31, 2010 · Archiviato in Fonti rinnovabili, Fotovoltaico, Incentivi statali 

confcommercio_webConfartigianato esprime “Perplessita’ e preoccupazione per le possibili ricadute negative sul bilancio delle aziende sarde della nuova normativa sul fotovoltaico”. In una lettera indirizzata al presidente della Regione Ugo Cappellacci, il presidente di Confartigianato Luca Murgianu chiede un confronto per definire i correttivi delle nuove regole che, al momento  rendono impossibile la realizzazione di tutti gli impianti fotovoltaici di taglia superiore a 20 KWp  entro il 2010. Il presidente dell’associazione ricorda, inoltre, che le imprese di installazione di impianti fotovoltaici sono circa 1500 e contano un totale di 5000 addetti. Confcommercio chiede: “la correzione della delibera con annullamento immediato degli effetti su tutti gli impianti fotovoltaici fino a 200kWp su tetto, anche se non integrati, funzionanti in regime di scambio sul posto; il rinvio al 01/01/2011 della data di inizio applicazione della nuova normativa per tutti gli impianti fotovoltaici di taglia fino a 1 MWp, purche’ realizzati su tetto in zona industriale, anche se non integrati, regolati da gestione della produzione in autoconsumo; la discussione congiunta dei termini di applicazione delle restrizioni della nuova normativa per gli impianti fotovoltaici a terra e/o su serra e/o comunque di taglia superiore a 1MWp, in considerazione delle precauzioni del Presidente, che Confartigianato condivide, in merito alla “liberalizzazione non regolamentata” di grossi impianti fotovoltaici o eolici che spesso comportano conseguenze di impatto ambientale e talvolta nascondono devianze di tipo speculativo; la discussione di eventuali operazioni congiunte Regione-Confartigianato per la diffusione di una cultura piu’ sensibile alle forme di energia prodotta da fonti rinnovabili.” Margianu è fiducioso: “Siamo certi  che bastino pochi correttivi per fare in modo che possano trovare composizione i legittimi interessi delle imprese e il supremo dovere della politica di regolamentare il comparto delle energie rinnovabili”.

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