Svolta nel fotovoltaico: il silicio lascia il posto alla pirite…

pirite1_1Un Gruppo di scienziati della University of California-Berkeley, insieme alla società svizzera NLV, annunciano una vera e propria rivoluzione nel settore del fotovoltaico che prevede la sostituzione del silicio con la pirite (anche detta “oro degli sciocchi” ). La pirite, metallo particolarmente abbondante che assorbe più lunghezze d’onda della luca utilizzando una frazione di silicio, permetterebbe di ottenere celle solari molto più sottili e meno costose. La NLV sta già sviluppando pannelli solari a base di pirite. Cyrus Wadia, uno degli scienziati che segue il progetto per la Berkeley, afferma: “Questa analisi è veramente una miscela di fisica dei semiconduttori e analisi economica delle risorse naturali. Oggi se tirassimo fuori tutto l’indio o il silicio avremmo comunque un limite di generazione dell’energia solare…. Non possiamo cambiare la geologia della Terra, perciò dobbiamo cercare i materiali più abbondanti, poichè allo stato attuale siamo in grado di mettere a malapena l’energia solare nelle mani di un milione di persone figuriamoci se dovessimo rifornirne 6 miliardi!”. Wadia, con il suo gruppo di ricerca, si è, infatti concentrato su altri 23 materiali presenti sulla crosta terrestre. Secondo Wadia, comunque, la soluzione sarebbe l’utilizzo di nanocristalli, infatti, manipolando pirite a livello atomico e integrando cadmio è stato possibile aumentare il numero di lunghezze d’onda che la cella solare in pirite è in grado di catturare.  I prototipi concepiti da Wadia sono, fin’ora, in grado, di convertire solo l’1,6% della luce che li colpisce, in energia elettrica.

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